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Testo dell'intervento
Liberare l'acqua per affondare il liberismo - verso il Forum Mondiale dei movimenti per l'acqua
{ 27/02/06 10:00 }




UN FORUM DEI MOVIMENTI PER RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA

Si terrà a Roma nei giorni 10-11-12 marzo il primo Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Che non si tratterà di un evento episodico, importante ma fine a se stesso, lo dimostra la storia di questi anni, in cui il protagonismo sociale dei movimenti ha rimesso in discussione a livello internazionale l’egemonia del pensiero unico del mercato e il primato dell’economia sui diritti e la vita delle persone.
La consapevolezza che l’acqua fosse uno dei nodi principali dello scontro con il modello liberista era, solo pochi anni fa, appannaggio di alcune realtà, tra cui la rete del Contratto Mondiale dell’Acqua, che, prima di altre, ha compreso come la pervasività del mercato non avrebbe riconosciuto alcun limite al processo di mercificazione, fino a considerare l’acqua, bene primario per la vita delle persone, come mero bene economico da assoggettare alle leggi del mercato.


L’attacco a questo bene primario è stato in questi anni al centro di tutte le scelte delle grandi istituzione finanziarie internazionali (Banca Mondiale, Fondo Monetario, WTO) e al centro di tutte le politiche guidate dalle grandi corporations transnazionali. Al punto che un pianeta posto di fronte ad una svolta epocale – la fine della produzione basata sulle materie prime fossili e la necessità di ridisegnare la produzione su nuove materie prime- ha visto l’acqua divenire causa prioritaria di nuovi conflitti internazionali e di nuove devastanti guerre.
L’attacco all’acqua come bene comune dell’umanità avviene su diversi fronti e a differenti dimensioni : dall’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (Gats) all’interrno del Wto, che si prefigge la più completa liberalizzazione del ciclo integrato dell’acqua, alle politiche dell’Unione Europea, che proprio in questi giorni ha visto una prima approvazione da parte del Parlamento Europeo della direttiva Bolkestein, un tentativo di ridisegnare l’Europa e i beni comuni come un unico mercato di venditori e consumatori; fino alle politiche nazionali e locali che, a diversi livelli, per oltre due decenni hanno ceduto alle sirene della superiorità della gestione privata dei servizi rispetto ad un pubblico spesso burocraticamente farraginoso e inefficiente.


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