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Testo dell'intervento
Il M.O.S.E. è in mutande
{ 30/03/06 18:22 }





COMUNICATO STAMPA DELL’ASSEMBLEA PERMANENTE NOMOSE

Le “Mutande del Mo.SE” bocciate dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici
Il sistema Mo.SE, l’insieme di paratoie mobili dal costo presunto di 4,3 miliardi di € che dovrebbe salvare Venezia e i centri abitati lagunari dalle acque alte, ad ogni esame tecnico/scientifico viene bocciato.
Bocciato dalla Valutazione d’Impatto Ambientale (prevista dalla normativa europea) del 1998, messo in mora per infrazioni in aree S.I.C. (Siti di Importanza Comunitaria) dall’Unione Europea, contestato dal Comune di Venezia in quanto le opere preliminari in corso alle bocche di porto non sono conformi ai piani urbanistici vigenti.
Non esiste a tutt’oggi un progetto esecutivo del contestato sistema Mo.SE, ma proseguono i lavori lautamente finanziati dalla Legge Obiettivo, a scapito dei finanziamenti della Legge Speciale per la salvaguardia della città e della laguna, per la realizzazione delle opere preliminari approvate per stralci.
Eppure continuano i lavori con ritmi tali da raggiungere quanto prima la soglia di irreversibilità, il momento in cui, per le opere realizzate, non si possano più rivedere radicalmente gli interventi proposti, scegliendo strade alternative, meno costose e rispettose dell’ecosistema, per difendere i centri abitati dalle acque alte.
Persino le opere di “abbellimento” del Mo.Se, progettate dallo I.U.A.V. (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) in base ad una convenzione con il Consorzio Venezia Nuova di 650 milioni di € (tutti soldi pubblici naturalmente), sono state bocciate in questi giorni dalla Soprintendenza.
Si trattava di progettare opere che mitigassero l’impatto estetico e paesaggistico delle chiuse mobili alle bocche di porto, ma la Soprintendenza ai BB. AA. ed AA. ha bocciato tutto quello che avrebbe dovuto “abbellire” l’ECOMOSTRO, trasformandolo in una specie di Mo.SEland: i parcheggi, il ristorante, i bastioni attrezzati, il museo del Mo.SE a Punta Sabbioni, i giardini attrezzati, i percorsi ciclopedonali, le terrazze a mare a San Nicoletto.

CHIEDIAMO LA SOSPENSIONE DEI LAVORI PRELIMINARI AL SISTEMA MO.SE, in attesa che il prossimo governo valuti le richieste che vengono dalla città di rivedere radicalmente le opere per la salvaguardia, fermando il Mo.SE..
Oggi stesso, tra l’altro, il C.I.P.E., in base alla Legge Obiettivo che scavalca gli enti locali, potrebbe finanziare per altri 500 milioni di € il Consorzio Venezia Nuova, per portare avanti la parte più “pesante” del progetto delle dighe mobili.
E questo a pochi giorni dalle elezioni politiche che potrebbero mandare al governo uno schieramento diverso, il cui programma elettorale prevede di rivedere la Legge Obiettivo e di non intendere portare avanti grandi opere contro il volere delle popolazioni locali.
Insomma si vogliono imporre al prossimo governo decisioni già prese, come è successo per il Ponte sullo Stretto di Messina per la cui costruzione, nonostante un ricorso al Tar sulle irregolarità nella gara di appalto, proprio in questi giorni, è stato firmato il Contratto d’Appalto con l’Impregilo.
CHIEDIAMO CHE LO I.U.A.V, che storicamente in città ha sempre rappresentato un punto di vista critico sui problemi di Venezia e del territorio, SCIOLGA QUELLA VERGOGNOSA CONVENZIONE CON IL CONSORZIO VENEZIA NUOVA, dimostrando autonomia scientifica dai poteri forti della città.

Venezia, 29 marzo 2006
ASSEMBLEA PERMANENTE NOMOSE
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