60.000 detenuti nei carceri italiani a fronte di una capienza di 41.000 unità. A questo dato si associa una progressiva restrizione dei diritti e il venir meno dell'accesso alle pene alternative e ai percorsi di reinserimento.
La nuova legge "Ex Cirielli" si aggiunge alla recente normativa - dalla legge in materia di droghe a quella in materia di emigrazione -e al sistematico ricorso alla sanzione penale nei confronti delle forme di dissenso sociale - 8.000 procedimenti aperti contro i protagonisti delle lotte sociali di questi anni, dal G8 di Genova 2001 ai recenti blocchi NO-TAV in Val di Susa - inasprendo le pene detentive e rendendo impossibile l'accesso alle misure alternative al carcere per tutti coloro che sono incorsi nella recidiva.
Nel Veneto su una capienza penitenziale di 1785 unità sono 2.868 i detenuti presenti di cui 1.083 in attesa di giudizio.
Abbiamo situazioni come quella dei due carceri di Padova con 980 detenuti su una capienza di 544 unità, di Venezia Santa Maria Maggiore con 209 detenuti su una capienza di 111 unità, di Vicenza con 269 su 136 unità, di Belluno con 102 su 87 unità, di Treviso con 262 su 128 unità, di Verona con 748 su 564 unità, di Rovigo con 108 su 66 unità.