Sono 50, ciascuna ha la capacità di distruggere ogni cosa nel raggio di
due chilometri e di uccidere ogni essere vivente che si trovi a meno di 10
km dall'esplosione. E sono qui, a pochi passi da casa, le sfiori ogni
volta che vai a sciare in Piancavallo o fare acquisti nel centro
commerciale di Roveredo. Tutti lo sanno, come tutti sanno o devono sapere
che cos'è una bomba atomica. Non ci siamo dimenticati di Hiroshima e
Nagasaki, come non ci dobbiamo dimenticare di Auschwitz, Treblinka,
Mathausen... Un piccolo gruppo di persone ha deciso di citare gli Stati
Uniti d'America, nella persona del ministro della Difesa, di fronte al
Tribunale di Pordenone, affinchè provvedano "a rimuovere tutte le bombe
nucleari dalla base di Aviano e dal territorio nazionale". La causa
intentata ha le sue ragioni nel diritto internazionale e nazionale: - La
corte internazionale di giustizia, su richiesta dell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, ha emesso un parere consultivo (Advisory Opinion) l'8
luglio del 1996 secondo il quale l'uso e la minaccia di usare le armi
nucleari non sono leciti - Con il Trattato di Non Proliferazione nucleare,
firmato il 1° luglio del '68, l'Italia ha assunto l'obbligo "di non
acquisire, direttamente o indirettamente, la disponibilità ed il potere di
disporre di armi nucleari, o di cercarne o accettarne il possesso, o di
dare un supporto alla produzione delle stesse armi." La nostra azione ha
già avuto risonanza e sostegno sia a livello nazionale che internazionale,
ma crediamo indispensabile un coinvolgimento maggiore dei cittadini, dei
movimenti, delle associazioni e dei partiti della nostra provincia.
Per questo motivo vi invitiamo a partecipare
GIOVEDI' 9 FEBBRAIO
ALLE ORE 20.30
Nella saletta a lato del Convento di San Francesco (PN)
ad una riunione nel corso della quale:
-verranno illustrate e discusse le ragioni dell'azione giudiziaria -si
forniranno informazioni su come è possibile aderire concretamente alla
causa (con la c minuscola per stavolta...) -si discuteranno le possibili
iniziative da qui al 7 luglio, giorno in cui ci sarà la prima udienza.
Monia Giacomini
Tiziano Tissino
Carlo Majer
Michele Negro
Giuseppe Rizzardo