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Testo dell'intervento
La Bolkestein avanza... i diritti dei lavoratori si fermano alla dogana
{ 17/02/06 15:24 }




Con 393 voti a favore e 220 contro, la direttiva Bolkestein è stata approvata in prima lettura dal Parlamento Europeo.
Il "compromesso" costruito dalle grandi famiglie europee PPE/PSE supera l'opzione del rigetto della direttiva –che pure ha ottenuto 150 importanti voti- e dà una nuova accelerazione al disegno liberista di un'Europa come libero mercato dei servizi, in cui i diritti del lavoro e i diritti sociali diventano variabili dipendenti dell'ossessione competitiva.

Perché di questo si tratta, anche nel nuovo testo modificato.
Non c'è più il principio del paese d'origine, ma la libera prestazione dei servizi fra i paesi dell'Unione potrà essere esercitata senza nessun vincolo; vengono infatti mutuate "sic et simpliciter" le normative Gats dell'Organizzazione Mondiale del Commercio e nella stesura definitiva sono stati eliminati perfino i deboli richiami alla difesa dei consumatori. Permane la deregolamentazione totale del lavoro autonomo, ovvero la spinta ad un' ulteriore accelerazione della precarizzazione dei contratti di lavoro. Risulta confermata la messa sul mercato di moltissimi settori di servizi pubblici –la cui estensione e portata sarà più chiara una volta visto l'effettivo testo uscito dalla votazione di 404 emendamenti, spesso contraddittori fra loro- e si relegano le assemblee elettive, dai municipi ai governi nazionali a meri osservatori del libero fluire della circolazione dei servizi.

Con il voto di oggi, si conferma la distanza fra l'Europa delle elites politico-economiche e l' Europa dei popoli, che anche in questi giorni, con le due mobilitazioni dell'11 e del 14 a Strasburgo, avevano dimostrato il loro netto rifiuto delle politiche liberiste e il loro desiderio di un'Europa sociale e di pace.

Di fronte a questo quadro, risultano francamente incomprensibili le grida di vittoria della dirigenza europea della CES, il cui segretario Monks sembra non accorgersi delle differenti posizioni assunte da forti e importanti categorie europee, Funzione Pubblica in primis. E anche le esultanze in casa riformista, sembrano non vedere né i dissensi interni –i socialisti francesi e belgi- né calibrare gli abbracci mortali in cui hanno finito per ritrovarsi.
Come faranno gli spasimanti nostrani – Ds e Margherita- del futuro partito democratico a spiegare ai loro elettori che hanno votato in totale sintonia con Forza Italia?

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