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Tutti lo sanno ma nessuno ne parla.
{ 31/01/06 17:13 }
Sono 50, ciascuna ha la capacità di distruggere ogni cosa nel raggio di
due chilometri e di uccidere ogni essere vivente che si trovi a meno di 10
km dall'esplosione. E sono qui, a pochi passi da casa, le sfiori ogni
volta che vai a sciare in Piancavallo o fare acquisti nel centro
commerciale di Roveredo. Tutti lo sanno, come tutti sanno o devono sapere
che cos'è una bomba atomica. Non ci siamo dimenticati di Hiroshima e
Nagasaki, come non ci dobbiamo dimenticare di Auschwitz, Treblinka,
Mathausen... Un piccolo gruppo di persone ha deciso di citare gli Stati
Uniti d'America, nella persona del ministro della Difesa, di fronte al
Tribunale di Pordenone, affinchè provvedano "a rimuovere tutte le bombe
nucleari dalla base di Aviano e dal territorio nazionale". La causa
intentata ha le sue ragioni nel diritto internazionale e nazionale: - La
corte internazionale di giustizia, su richiesta dell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, ha emesso un parere consultivo (Advisory Opinion) l'8
luglio del 1996 secondo il quale l'uso e la minaccia di usare le armi
nucleari non sono leciti - Con il Trattato di Non Proliferazione nucleare,
firmato il 1° luglio del '68, l'Italia ha assunto l'obbligo "di non
acquisire, direttamente o indirettamente, la disponibilità ed il potere di
disporre di armi nucleari, o di cercarne o accettarne il possesso, o di
dare un supporto alla produzione delle stesse armi." La nostra azione ha
già avuto risonanza e sostegno sia a livello nazionale che internazionale,
ma crediamo indispensabile un coinvolgimento maggiore dei cittadini, dei
movimenti, delle associazioni e dei partiti della nostra provincia.
Per questo motivo vi invitiamo a partecipare
GIOVEDI' 9 FEBBRAIO
ALLE ORE 20.30
Nella saletta a lato del Convento di San Francesco (PN)
ad una riunione nel corso della quale:
-verranno illustrate e discusse le ragioni dell'azione giudiziaria -si
forniranno informazioni su come è possibile aderire concretamente alla
causa (con la c minuscola per stavolta...) -si discuteranno le possibili
iniziative da qui al 7 luglio, giorno in cui ci sarà la prima udienza.
Monia Giacomini
Tiziano Tissino
Carlo Majer
Michele Negro
Giuseppe Rizzardo
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Olimpiadi - quando lo sport non brucia solo calorie
{ 30/01/06 10:13 }
OLIMPIADI AD ALTA VELOCITA'
E' stato svelato il Braciere Olimpico di Torino 2006, curato da Pininfarina, che custodirà cinque fiamme, una per ogni cerchio olimpico.
Si tratta di una torre di 57 metri, alta quanto un edificio di 20 piani, formata da 5 tubi lanciati verso l'alto. Il fuoco brucerà 8 mila metri cubi di gas all'ora, per
un totale di 2,8 milioni di metri cubi in quanto rimarrà acceso ininterrottamente per 15 giorni (la durata delle Olimpiadi).
Per dare un'idea, ed allo scopo di informare, il gas utilizzato potrebbe soddisfare il fabbisogno
medio di 2800 famiglie per un anno. Sfortunatamente il nostro sistema funziona in un modo che i soldi esistono e girano al solo scopo di creare immagine.
Tutti i soldi stanziati da comitati o sponsor sono infatti usciti per creare l'immagine e non sarebbero certo stati stanziati per scaldare le 2800 famiglie.
E' difficile pensare cosa di meglio poteva fare la classe politica insieme a tutta la società economica che fa girare i soldi (imprese, sponsor, banche, società finanziarie, .. ) per esaltare l'immagine di una città cassintegrata, dove migliaia di persone faticano "a chiudere il mese" con gli stipendi, le pensioni sempre più povere, un degrado urbano (non certo il centro cittadino di questi giorni) ed i tanti problemi anche di salvaguardia ambientale che colpiscono il nostro paese. Aggiungiamo inoltre l'acume nel pensare a creare "il braciere più grande della storia delle Olimpiadi" dopo la ratifica da parte dell'Italia del protocollo di Kyoto il quale prevede una riduzione delle emissioni nocive da combustibile in atmosfera.
Il braciere è anche una immagine degli enormi interessi economici che vi sono dietro appalti milionari (di Euro) i quali temporaneamente possono alleviare difficili situazioni di carenza lavorativa ma sicuramente nell'immediato e per sempre sistemano imprenditori per quanto riguarda il loro patrimonio.
Questo contribuisce ad aumentare sempre di più il divario economico fra le varie classi della nostra società con aumento delle disponibilità di alcuni e contemporaneo e conseguente acuirsi delle situazioni di insicurezza degli altri.
In parallelo alle olimpiadi, sul nostro territorio stiamo assistendo alla possibile realizzazione della linea ferroviaria Torino - Lione (TAV/TAC).
Anche in questa impresa leggiamo le stesse strategie che vi sono dietro le grandi opere per le olimpiadi, soldi finanziati per opere di dubbia e discutibile utilità e solo per quelle, imprese che si aggiudicano appalti faraonici in cambio di contratti di lavoro temporanei ed ingenti danni ambientali che ancora vengono trascurati o colpevolmente ignorati.
Il treno ad Alta Velocità/Capacità sottrarrà enormi risorse agli italiani, in Piemonte solerti politici moralizzano e fanno picchiare persone che lottano per salvaguardare la salute e gli interessi economici che li riguardano.
Incontriamoci per riflettere insieme su queste ed altre importanti questioni che ci interessano, proteggiamo e costruiamo insieme il nostro futuro.
COMITATO SPONTANEO NO-TAV VALPELLICE
PER CONTATTI: valpellicenotav@libero.it
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Attenti al cecchino, la proprietà ha il grilletto libero
{ 27/01/06 20:20 }
Il 25-gennaio-06 il governo, sotto forti pressioni da parte della Lega Nord, ha approvato una legge che prevede l 'abolizione del criterio della proporzionalaità della difesa in caso di risposta ad una aggrassione che si svolga all 'interno d'una propriet a' privata, sia questa di carattere privata sia che commerciale.
Il che vale a dire, per esempio, che se un malentezionato armato di taglierino( ma anche a mani vuote), si introduce all 'interno della mia proprieta' privata, io ho il diritto di sparargli, accoltellarlo, o fare qualsiasi azione offensiva serva a fermarlo,temporaneamente o per sempre, senza timore, come dice il nostro ministro della giustizia , dei tribunali.
Per pura coincidenza il 25-gennaio-06 su rete 4 in seconda serata hanno trasmesso "La legge di Murphy " con Charls BronKson , che notorimente pone la gistizia privata al di sopra della legge.
E ' chiaro che che questi film e queste leggi tendono a giustificare teorie bibliche tipo "occhi per occhio dente per dente ", atte a soperire le presunte mancanze delle forze dell 'ordine , o alla lentezza dei tribunali.
Oggi guarda caso il primo morto a soli due giorni dall 'approvazione della legge, a seguito di una violazione di domicidio commessa da un malcapitato malvivente che è stato colpito a morte durante la fuga per mezzo di una arma da fuoco di propreita del padrone di casa.
Io mi chedo: sono o siete pronti a vivere nel far west?
Daniele
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Questo mondo non e' in vendita - autodifesa ambientale
{ 27/01/06 19:57 }
tratto da "Green Planet" - 16/01/06
Per la corte hanno agito "in stato di necessità",respinte la richieste d'indennizzo di Pioneer e Monsanto.
"Questa sentenza è una vera boccata d'ossigeno" Régis Hochart, portavoce della Confédération paysanne, non nasconde che è "contento, molto contento":il tribunale di Versailles ha appena pubblicato la sua decisione giovedì 12 gennaio.
Ha deciso il rilascio dei nove membri del sindacato agricolo, incriminati nel luglio 2003 per avere falciato un lotto di granoturco transgenico.
Le parti civili (le società Pioneer, Monsanto e il gruppo d'interesse pubblico Geves) inoltre, si sono viste respingere le domande di indennizzo e interessi.
La sentenza cita lo "stato di necessità": quest'ultimo era stato invocato dagli avvocati degli imputati - Mes Roux, Etelin e Khaddam - che si riferivano all'articolo 122-7 del codice penale e alla convenzione europea dei diritti dell'uomo.
La decisione di Versailles conferma una sentenza precedente, pronunciata il 9 dicembre 2005 dal tribunale di Orlèans: anche in quel caso erano stati che liberati 49 faucheurs volontari.
Il tribunale di Orlèans aveva riconosciuto lo "stato di necessità", e aveva citato la Charte de l'environnement [lo statuto dell'ambiente], ora inserita nella costituzione della Repubblica francese.
Queste due sentenze vengono a contraddire quella pronunciata a Toulouse il 15 novembre 2005: José Bové era stato condannato a 4 mesi di prigione (pena sospesa), e gli altri imputati erano stati condannati (a pene sospese), ma anche al pagamento di 100.000 euro per danni e interessi.
In compenso, due sentenze precedenti erano state più clementi: il 4 novembre 2005, il tribunale di Clermont-Ferrand aveva condannato dodici faucheurs a un mese di prigione (pena sospesa), e, alla vigilia, quello di Lille aveva comminato pene di uno o due mesi di prigione (sempre pene sospese).
La giustizia sembra dunque evolvere verso un atteggiamento più comprensivo verso i faucheurs di OGM, mentre il governo francese è
portato in giudizio dalla Commissione europea per non avere recepito la direttiva che disciplina gli OGM, e dopo che nel 2005 quasi 1.000 ettari di granoturco transgenico sono stati piantati senza le comunicazioni previste dalla legge.
(Traduzione di Bianca Crivello - Le monde, 13 gennaio 2006)
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La guerra sporca!
{ 25/01/06 14:14 }
I consumi energetici di una guerra ed il loro impatto ambientale
La Società Meteorologica Italiana è un'organizzazione apolitica e apartitica. Tuttavia, l'articolo 5 del suo statuto
sancisce come essa persegua «la finalità di solidarietà sociale
attraverso la tutela e la valorizzazione della natura e dell'ambiente, in particolare promuovendo una sensibilizzazione riguardo i cambiamenti climatici in atto», in accordo con gli artt. 5 e 6 dell'UNFCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), 1992.
Ecco perché abbiamo deciso di fornire alcuni dati generalmente difficili da reperire e lontani dal nostro pensiero quotidiano.
Sono spunti per una riflessione, meri ordini di grandezza di un processo perverso dell'uso delle risorse planetarie magistralmente descritto dal fisico torinese Luigi Sertorio (che tra l'altro è stato anche membro della divisione affari scientifici della NATO dal 1990-93) in Storia dell'Abbondanza (Bollati Boringhieri, 2002), splendido libretto di 179 pagine che, a nostro modesto parere, dovrebbe essere adottato dalle scuole come illuminante analisi del paradigma della crescita infinita e dei suoi inevitabili contrasti con le leggi della fisica.
Veniamo al dunque: quanto petrolio ci costa la guerra per il petrolio?
E quante emissioni di CO2 dannose all'atmosfera?
Tentiamo di stimarle.
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CINEFORUM- lavoro acido
{ 23/01/06 13:05 }
proiezioni -ogni giovedì alle ore 21- presso centro CZ95, Zitelle Giudecca.
Ingresso Libero e Gratuito
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Ordinari omicidi
{ 17/01/06 15:30 }
Il ragazzo di Ferrara esce di casa, va in discoteca, non ha voglia di rientrare e girovaga di notte. Ha da poco 18 anni.
E' senza carta di identita'. In discoteca ha preso una pasticca ma le analisi mostreranno che le dosi nel sangue non sono tali da alterarne lo stato di coscienza.
Viene fermato da una pattuglia della polizia alla stazione. E' percosso dagli agenti e muore.
Il 118 lo raccogliera' la mattina successiva ancora con le manette ai polsi.
La pattuglia si difende dicendo che le ferite derivano da gesti di autolesionismo.
...ecco il racconto dalla madre del giovane.
Gian.
"[...] mia madre raccontava che si era svegliata verso le 5.30 perche' aveva sentito delle urla di un ragazzo, era riuscita a capire bene solo le seguenti frasi: basta, smettetela, basta vi prego." testimonianza di Simone X, residente in via Ippodromo vicino alla stazione
"[..] l'errore di Federico? Non e' stato l'aver preso una pastiglia, e' stato l'aver dimenticato la carta d'identita', e di essere rimasto da solo. Perche' l'hanno creduto un albanese, un extracomunitario, un animale, cosi' come ci insegnano la nostra politica, i giornali e le televisioni. E da animale lo hanno ucciso."
Un caso simile, il fermo e la morte di Domenico Palumbo. Fermato amanettato e ucciso per asfissia davanti a molti testimoni nel marzo del 2005. Lo stato di confusione da assunzione di sostanze stupefacenti si rivela anche in quel caso alibi infondato usato ad arte per assolvere i responsabili.
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Telenovelas, voti e bugie. Prima puntata.
{ 17/01/06 15:26 }
Ricapitoliamo. Un giornale, precisamente quello del fratello del primo ministro Silvio Berlusconi pubblica delle intercettazioni telefoniche in cui Fassino si felicita con Consorte per la scalata alla Banca Nazionale del Lavoro da parte di Unipol che sembra andare in porto.
Berlusconi accusa Fassino e i Ds di aver favorito la scalata, di essere complici e di aver probabilmente commesso qualche altro orrendo delitto di cui pero' non ci e' dato di sapere. Berlusconi dice che la cosa e' talmente grave che deve andare a dirlo ai Magistrati.., quelli che lui ha sempre detto di odiare.. Fassino e i Ds esclamano “finalmente, era ora!”, perche' da giorni chiedevano appunto al cavaliere senza macchia e senza paura di andare a dirle ai magistrati tutte le cose brutte che sapeva sul loro conto. Berlusconi va, e dalle indiscrezioni che fuoriescono dal colloquio di mezz’ora si sa che Silvio ha detto ai magistrati che i Ds avrebbero fatto pressioni sul gruppo Caltagirone e Generali per far si che questi cedessero le loro quote Bnl a Unipol. Caltagirone e Generali si fanno una risata e fanno sapere che queste voci sono infondate. Silvio Berlusconi, quello che presiede il Governo che ha accorciato i tempi per cui un reato viene prescritto, dice che probabilmente le cose che ha detto ai magistrati non avranno effetti penali!! Cioe' e' andato a farsi una chiacchierata per raccontare una vicenda di gossip!
Poi Silvio torna alla carica e dice che i Ds non hanno fatto solo il tifo, perche' altrimenti non avrebbero mai mangiato con persone di Unipol!! Questo, perche' i tifosi guardano la partita e non vanno a cena con i giocatori.. Vabbe'..
Nei prossimi tempi dunque dovremmo aspettarci fotografie di Fassino e D’Alema a cena in qualche ristorante romano con i vertici Unipol, tipo quelle di Vieri e la Canalis su Novella 2000 e tutte le altre riviste che fanno capo sempre a Silvio B., il Presidente del Consiglio, e chissa', forse anche qualche colpo di scena.., tipo un nuovo Igor Marini che va a raccontare alla Verissimo che ha visto personalmente D’Alema scambiarsi gli auguri di Natale con Consorte..
dal Blog di Giulio F.
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Prospettive di sviluppo: decrescere per un futuro sostenibile
{ 12/01/06 14:17 }
Proprio e specialmente ora che si fa un grande parlare del ruolo del pensiero di sinistra nell'economia (italiana, ma non solo) credo sia interessante affrontare il problema di quale modello di sviluppo si voglia impostare.
Anche per ciò pubblico questo lungo articolo di Latouche sulla possibilita' di cambiare la rotta dell'economia mondiale e adottare politiche economiche di decrescita sostenibile
Francesco
MANIFESTO DELLA DECRESCITA
di Serge Latouche
La corrente di pensiero che si riferisce alla decrescita ha conservato fino a oggi un carattere quasi confidenziale. Nel corso di una storia già lunga ha prodotto, ciò nonostante, una letteratura non disprezzabile che si trova rappresentata in numerosi campi di ricerca e d'azione nel mondo.1
Nata negli anni sessanta, il decennio dello sviluppo, da una riflessione critica sui presupposti dell'economia e sul fallimento delle politiche di sviluppo, questa corrente riunisce ricercatori, attori sociali del Nord come del Sud portatori di analisi e di esperienze innovatrici sul piano economico, sociale e culturale. Nel corso degli anni si sono intrecciati dei legami spesso informali tra le sue diverse componenti e le esperienze e le riflessioni si sono mutuamente alimentate. Il movimento per la decrescita s'inscrive dunque nel più amppio movimento dell'International Network for Cultural Alternatives to Development (INCAD) e si riconosce pienamente nella dichiarazione del 4 maggio 1992. Intende proseguire e ampliare il lavoro così cominciato.
Il movimento mette al centro della sua analisi la critica radicale della nozione di sviluppo che, nonostante le evoluzioni formali conosciute, resta il punto di rottura decisivo in seno al movimento di critica al capitalismo e della globalizzazione. Ci sono da un lato quelli che, come noi, vogliono uscire dallo sviluppo e dall'economicismo e, dall'altro, quelli che militano per un problematico "altro" sviluppo (o una non meno problematica "altra" globalizzazione). A partire da questa critica, la corrente procede a una vera e propria "decostruzione" del pensiero economico. Sono pertanto rimesse in discussione le nozioni di crescita, povertà, bisogno, aiuto ecc.
Le associazioni e i membri della presente rete si riconoscono in tale impresa. Dopo il fallimento del socialismo reale e il vergognoso scivolamento della socialdemocrazia verso il social-liberalismo, noi pensiamo che solo queste analisi possano contribuire a un rinnovamento del pensiero e alla costruzione di una società veramente alternativa alla società di mercato. Rimettere radicalmente in questione il concetto di sviluppo è fare della sovversione cognitiva, e questa è la condizione preliminare del sovvertimento politico, sociale e culturale.
Il momento ci sembra favorevole per uscire dalla semiclandestinità dove siamo stati relegati finora e il grande successo del colloquio di La ligne d'horizon2, "Défaire le développement, refaire le monde", che si è tenuto presso l'UNESCO dal 28 febbraio al 3 marzo 2002, rafforza le nostre convinzioni e le nostre speranze.
Rompere l'immaginario dello sviluppo e decolonizzare le menti
Di fronte alla globalizzazione, che non è altro che il trionfo planetario del mercato, bisogna concepire e volere una società nella quale i valori economici non siano più centrali (o unici). L'economia dev'essere rimessa al suo posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo. Bisogna rinunciare a questa folle corsa verso un consumo sempre maggiore. Ciò non è solo necessario per evitare la distruzione definitiva delle condizioni di vita sulla Terra ma anche e soprattutto per fare uscire l'umanità dalla miseria psichica e morale. Si tratta di una vera decolonizzazione del nostro immaginario e di una diseconomicizzazione delle menti indispensabili per cambiare davvero il mondo prima che il cambiamento del mondo ce lo imponga nel dolore. Bisogna cominciare con il vedere le cose in altro modo perché possano diventare altre, perché sia possibile concepire soluzioni veramente originali e innovatrici. Si tratta di mettere al centro della vita umana altri significati e altre ragioni d'essere che l'espansione della produzione e del consumo.
La parola d'ordine della rete è dunque "resistenza e dissidenza". Resistenza e dissidenza con la testa ma anche con i piedi. Resistenza e dissidenza come atteggiamento mentale di rifiuto, come igiene di vita. Resistenza e dissidenza come atteggiamento concreto mediante tutte le forme di autorganizzazione alternativa. Ciò significa anche il rifiuto della complicità e della collaborazione con quella impresa dissennata e distruttiva che costituisce l'ideologia dello sviluppo.
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condoni mirati??
{ 10/01/06 16:38 }
Repubblica.it » economia » Berlusconi, grazie al condono fiscale paga 1800 euro per sanare milioni
Il presidente del Consiglio ha utilizzato la norma varata nel 2002
E' quanto emerge dalle indagini sulle irregolarità di Mediaset
Berlusconi, grazie al condono fiscale paga 1800 euro per sanare milioni
- Grazie alla norma sul condono fiscale varata dalla maggioranza nel 2002, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe sanato la sua posizione fiscale da decine di milioni di euro versando 1.800 euro in due tranche: una da 1.500 euro e la seconda da 300 euro.
Il dato è emerso dal procedimento, in corso a Milano e ancora in fase di udienza preliminare,sulle presunte irregolarità compiute da Mediaset nell'ambito della compravendita dei diritti televisivi.
Il 15 dicembre scorso, infatti, l'agenzia delle entrate aveva chiesto copia di alcune carte processuali per compiere accertamenti fiscali proprio a carico del premier in relazione al periodo 1996/2002, ma la richiesta è stata ritirata dopo pochi giorni proprio perché Berlusconi, utilizzando la norma sul condono fiscale n. 289, varata dalla maggioranza di governo nel 2002, avrebbe regolarizzato così la sua posizione nei confronti del fisco.
Non si sono fatte attendere le reazioni. "Se è così dobbiamo riconoscere che almeno in questo caso Berlusconi ha mantenuto una promessa fatta agli italiani: per sé stesso è riuscito a ridursi le tasse", afferma Vannino Chiti, coordinatore per le relazioni politiche e istituzionali dei Ds. "In secondo luogo, appare confermato che il presidente del Consiglio non ha mai guadagnato dal suo ruolo in politica. E che l'on. Tremonti è più bravo a fare il commercialista di Berlusconi che il ministro dell'economia", ha concluso Chiti.
(9 gennaio 2006)
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